| Grattatio pallorum... omnia mala fugat |
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| Scritto da Antonio Trani | ||||
| Sabato 05 Settembre 2009 15:31 | ||||
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E già, gli antichi romani lo dicevano per scongiurare la cattiva sorte, e il significato è chiaro anche adesso nonostante i secoli e secoli di evoluzione linguistica.
Il gesto scaramantico evidentemente tramandato fino ai giorni nostri, molto probabilmente ha i suoi effetti benefici altrimenti non si spiegherebbe la sua longevità. Personalmente non sono superstizioso, anche perché essere superstiziosi porta sfortuna, ma mi rendo conto a volte, che imitare gli antichi romani non costa nulla, e chissà, forse almeno moralmente aiuta. Certo però non sarebbe servito a nulla il grattatio quando ho ripreso la mia attività di pendolare sulla tratta Napoli-Roma in Alta Velocità. I primi due giorni di pendolarismo, 1 e 3 settembre, hanno subito segnato la costante che caratterizza la nota società Trenitalia con due treni entrambi giunti a Napoli rispettivamente con 39 e 35 minuti di canonico ritardo. Non sarebbe servito a nulla il grattatio pallorum tuttavia non l'ho fatto per cui non posso dire cosa sarebbe successo se... Certo è che se fossimo tutti scaramantici e se dovessimo tutti ogni volta scongiurare un ritardo con il metodo utilizzato sin dall'antica Roma, ne andrebbero a nozze tutte le attività di biancheria intima maschile, unico sesso a vantare il possesso degli accessori da grattare. Nella patria del cornetto, del peperoncino e di altri espedienti forse il grattatio pallorum non è il metodo migliore per la mala fugat per questo ben vengano altri artifizi per scacciare la cattiva sorte. Contro i ritardi Trenitalia ormai se ne sono provate molte per cui non costa nulla adoperare qualche nuovo particolare accorgimento se deve servire a barattare un rientro a casa più puntuale. Ma questo purtroppo non cambia la sostanza del discorso: ritardi a gogo'! Ormai parlare di ritardi dei treni e scrivere di essi è, come si usa in gergo, "sparare sulla croce rossa". Un treno che non arriva in ritardo fa più notizia di uno che non arriva puntuale, anzi, il treno in ritardo non fa più notizia. Non fa notizia nemmeno per i passeggeri vittime del ritardo tant'è che al tanto agognato arrivo, non si ode più la voce di un responsabile che avverte che è possibile chiedere l'emissione del bonus per il ritardo pari al 50% dell'importo del biglietto (per i treni Eurostar se il ritardo supera i 25 minuti). Ovviamente la policy dirigenziale truffaldina impone questa scelta altrimenti gran parte dei viaggiatori, viaggerebbe gratis sfruttando ogni volta il bonus del viaggio precedente. Spesso si viene a conoscenza della possibilità del rimborso solo a bordo treno, ascoltando per caso, le voci di corridoio di altri passeggeri più informati o di pendolari che suggeriscono loro di richiedere il bonus. Molti infatti, ignari di questa possibilità, scendono dal treno felici di essere finalmente arrivati e scappano via come volersi togliere di dosso l'ultimo particolare che ricordi loro l'odissea appena terminata. A noi pendolari purtroppo, non resta che provare a consumare le nostre mutande nella speranza che il grattatio pallorum abbia davvero l'effetto benefico tramandato per secoli. Se un giorno i treni arriveranno in orario, sarà forse anche merito delle nostre pallorum? Ai posteri l'ardua sentenza!
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Hits: 484 Commenti (4)
![]() Morris ha scritto il 14 settembre, 2009
FULVIO ha scritto il 08 settembre, 2009
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