... Poca fantascienza, molta fatiscenza...
170 anni fa veniva inaugurata la prima linea ferroviaria italiana: la Napoli-Portici. Ci vollero ben 10 minuti affinché una sbuffante locomotiva potesse percorrere i circa 7 chilometri.
Proiettando immediatamente il pensiero ad oggi, i treni hanno fatto un progresso talmente grande che nemmeno la fertile fantasia di Jules Verne poteva prevedere e ci compiaciamo di pensare a quei tempi con tenerezza e dispiaciuti sorrisi.
Oggi la stessa distanza viene percorsa in poco meno di mezzora. Oggi i treni sono veloci e così precisi che è stato deciso di togliere l’indicazione del ritardo dai tabelloni delle stazioni, informazione ormai inutile.
Oggi i treni sono così lindi e profumati che è stata già delirata l’eliminazione delle categorie: non più Intercity, Espresso, Eurostar… ma nuove categorie come Vetiver, Sandalo, Pino Silvestre…
Gli Eurostar, Argento o Rossa che sia la Freccia, dispongono di un rivoluzionario dispositivo che permette agli stessi di superare un treno che malauguratamente è fermo in linea (anche se questa è un’ipotesi pressoché remota): il treno si accorge subito dell’evento e con un balzo spicca un volo per posarsi immediatamente davanti, proseguendo senza intoppo la sua corsa.
Scusate, leggevo un inedito lavoro di Jules Verne dal titolo “Ventimila leghe sopra i treni”.








