Siamo a cavallo. Ci siamo sopra o ci siamo sotto non si sa ma il cavallo c’entra eccome.
Basti pensare che il nostro caro (poco) amico (meno) arrogante (molto) antipatico (di più) Mauro Moretti, oltre ad essere stato riconfermato Amministratore delegato Di Ferrovie dello Stato, è stato appena nominato niente pocodimenoche “Cavaliere del Lavoro”. Ed ecco che c’entra il cavallo.
Siamo a cavallo? A me onestamente viene in mente tutt’altro tipo di animale pensandoci un po’, per esempio la pecora per cui più che dire “siamo a cavallo”, immaginate un po’ voi cosa mi verrebbe da dire adesso?
E già! Se per tutte le cazzate che ha fatto finora il disastro Moretti per i pendolari italiani, vedendosi riconfermato alla guida della stalla Trenitalia, il cavaliere si sentirà più che mai istituzionalmente autorizzato a peggiorare ancor di più la nostra condizione.
Però gli si deve dare atto che ha coperto un buco enorme lasciatogli in eredità dai suoi predecessori, che con i soldi dei contribuenti, i nostri soldi, avevano lasciato milioni e milioni di debito nell’azienda, rischiando di bissare Alitalia.
Per la grande capacità di “fottersi” i nostri soldi, il suo predecessore (Elio Catania), ricevette una liquidazione di circa 7 milioni di euro, ma il sindacalista dal faccione impertinente, è riuscito a coprire quel buco allargando il buco… di milioni di pendolari.
Hanno speso male i nostri soldi e con i nostri soldi ci hanno messo una pezza.










