
Pulcinella e Balanzone
Le scrivo per portare alla Sua attenzione alcuni particolari che forse sfuggono alla Sua evidente incapacità di farsi carico delle difficoltà che i clienti dell’azienda, la cui amministrazione Le è stata delegata, sono costretti ad affrontare.
Tali difficoltà sono proprio scaturite, a parer mio e dei miei colleghi pendolari, proprio da questo Suo limite e dal Suo modo arrogante di porsi ogni qualvolta Le si prospettano le nostre rimostranze e le lamentele di tutti gli utilizzatori del servizio che la sua azienda eroga.
Siamo costretti quotidianamente a sentire Sue affermazioni che troppo spesso non corrispondono a verità oggettiva ma sono un evidente frutto o della Sua fiabesca immaginazione o della Sua grande capacità di affermare concetti che Lei solo riesce a razionalizzare.
L’evidente stato di crisi che tutto il paese percepisce, mi riferisco al ceto medio basso, che rappresenta la quasi totalità della popolazione italiana, quella cioè che non gode delle Sue laute remunerazioni mensili, come AD di Trenitalia, non sono parametri che Lei prende in considerazione quando vengono apportate modifiche alle tariffe.
Nonostante tutto questo, chi utilizza il treno come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro, si è visto “infliggere” l’ennesimo criminale nonché ingiustificato aumento.
Vengo a spiegarle il motivo dell’attribuzione dei due aggettivi: criminale perché la strategia adottata da chi ha deciso e approvato le nuove tariffe, sembra ricordare vagamente il sistema adottato dalle organizzazioni criminali in materia di racket.
Le faccio notare alcuni particolari che mi fanno giungere a tali conclusioni:
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L’azienda Trenitalia predilige il traffico su treni Alta Velocità (di seguito denominati semplicemente TAV) per ovvie ragioni di mercato trascurando quasi totalmente tutti gli altri servizi anch’essi amministrativamente delegati alla Sua persona;
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Il numero di treni di categoria inferiore ai TAV (Intercity e Interregionali, rispettivamente denominati in seguito IC e IR), da quando è entrata in vigore la TAV, è diminuito sensibilmente;
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I tempi di percorrenza di IC e IR sono inspiegabilmente e sensibilmente aumentati;
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Nelle fasce più utilizzate dai pendolari, soprattutto sulla tratta di nostro interesse (Napoli-Roma), non vi sono treni IC o IR utilizzabili mentre invece c’è una vasta scelta di TAV.
Tutto questo sembra essere, e in effetti lo è, un piano ben studiato per costringere, quasi in modo coatto, i pendolari ad utilizzare la TAV.
La mia è una deduzione oggettivamente logica in quanto, l’aumento di detti tempi di percorrenza è coinciso stranamente con l’inaugurazione della TAV, nonostante proprio la TAV, a Suo dire, avrebbe alleggerito il traffico sulla linea storica a seguito della trasformazione di tutti gli Eurostar in Eurostar Alta Velocità (TAV)… a Suo dire!
Mi scusi Ingegner Moretti, Lei che è Ingegnere, mi spiega il motivo di questo strano fenomeno visto che io davvero non riesco a darmi una spiegazione razionale? Perdoni il mio carattere un po’ cocciuto ma cerco sempre di darmi una spiegazione plausibile ad ogni cosa e non confido tanto nei dogmi, tuttavia, nonostante La ritengo una persona abituata a far valere in modo spropositato la posizione che la Sua carica Le dà, non penso affatto che Lei abbia manie di onnipotenza.
Mi spieghi ancora, Ingegnere, come mai esistono così tante tipologie di treni (Eurostar AV, Frecciarossa, Frecciargento, Eurostar AV Fast, Eurostar Fast, Eurostar, Eurostar City, Intercity Plus, Intercity)? E come mai un abbonamento per Frecciarossa ci costa 350 euro mentre quello per Eurostar Fast costa 260 euro? E come mai se l’abbonamento dell’Eurostar Fast costa così poco (si fa per dire) rispetto al Frecciarossa non ha predisposto nemmeno un Eurostar Fast la mattina in orario pendolari invece di riempire i tabelloni di Frecce rosse? E come mai non posso comprare un abbonamento differenziato per diverse tipologie di treni se l’azienda che Lei amministra mi costringe ad utilizzare diverse tipologie di treni?
Egregio Ingegnere, non penso che Lei sia in grado di dare una risposta alle mie domande, un po’ per il Suo carattere arrogante che Le dicevo prima e un po’ perché rispondendomi, sarebbe come attribuirsi le responsabilità di questo piano subdolo e meschino che le ho descritto precedentemente.
La figuraccia appena fatta nel periodo natalizio, col disastro consumatosi a causa di qualche grazioso fiocchetto di neve, è stata ben camuffata dalle Sue dichiarazioni televisive, talvolta poco felici. In un paese civile, se un Suo omologo avesse consigliato ai propri clienti di portarsi maglioni e panini per un viaggio in treno, sarebbe stato costretto a dimettersi, ma noi siamo in Italia, ingegnere, e Lei ha ancora la delega di amministratore delle ferrovie. Come se l’AD di Alitalia consigliasse ai propri clienti di portare in volo un paracadute… non si sa mai in effetti!
I treni avrebbero dovuto viaggiare ad una velocità massima di 240 km/h… viaggiare appunto, non fermarsi in aperta campagna in mezzo alla neve. Grazie alle fandonie che sono state raccontate in TV, Trenitalia non ha pagato fior fiori di rimborsi, nemmeno nei molti casi di ritardi superiori alle 5 ore in cui i treni sono rimasti fermi e non rallentati.
D'altronde sembra proprio che non ci si può aspettare di meglio da questo paese. Il servizio era scadente quando avevamo le FFSS (Ferrovie dello Stato, azienda statale ente pubblico economico) ed è scadente adesso, che abbiamo una holding di aziende para-private il cui unico azionista è lo stato: NOI!
RFI, Trenitalia, Italfer, Ferservizi, FS Logistica, FS Sistemi urbani e FER Credit (aziende partecipate al 100% da Ferroviedellostato di totale proprietà del Ministero dell’Economia e Finanza).
Prima avevamo un solo Amministratore delegato, con un solo stipendio milionario, un solo consiglio di amministrazione. Adesso abbiamo un AD di Trenitalia che chiede soldi alla Fer Credit per pagare il pedaggio a RFI che compra il materiale da Italfer che vende progetti a FS Logistica che costruisce immobili che poi FS Sistemi urbani compra (con prestiti di FER Credit) e vende questo patrimonio immobiliare gestito da Ferservizi. E intanto paghiamo 8 Amministratori delegati e 8 consigli di amministrazione (compreso Ferroviedellostato S.p.A.) per ricevere sempre lo stesso indescrivibile, scadente servizio.
Perciò egregio ingegnere, Lei personalmente ha giustificato questi aumenti come un adeguamento ai nuovi servizi offerti. Purtroppo di nuovo non ci sono nemmeno le Sue dichiarazioni che non trovano più riscontro nella pratica.
Eviti di spacciarsi per il buon samaritano che ha risollevato le sorti dell’azienda perché non è certo merito suo, ma di milioni di Italiani che hanno pagato i rincari smisurati applicati negli ultimi 2 anni da Trenitalia.
Se la Sua gestione ha limitato gli sperperi di denaro non è certo un Suo pregio ma un italo-difetto per cui, tra l’altro, il suo predecessore è stato premiato con una buonuscita di 6 milioni di euro.
Rabbrividisco al pensiero della somma che allora Lei riceverà quando finalmente lascerà l’incarico assegnatoLe nel 2006.
Egregio ingegnere, Le auguro di fare una buona fine....... dell’anno e di trovare per l’anno prossimo un po’ di buon senso che sembra non avere.
Antonio Trani