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La primavera può attendere
Il posto fisso è monotono. E lo dico davvero. È monotono perché resti legato ad una esperienza professionale per tutta la vita. È un po’ come il matrimonio, che ti vincola per tutta la vita ad una persona. Ma guai a dire a tua moglie o a tuo marito che il matrimonio è monotono.
Anche quella simpaticona della Fornero si è guardata bene dal dire che il matrimonio è monotono.
Lo è però, il posto fisso.
Ma la monotonia è quella della porta accanto, mai la nostra. Infatti, i figli della ministra, hanno un posto fisso ma non monotono. Non monotono perché è una monotonia da 4/5mila euro al mese. E vorrei vedere chi si annoierebbe a quei prezzi.
Noi siamo di quelli che non si annoiano perché il posto fisso non ce l’hanno. Abbiamo così poco tempo per annoiarci che non riusciamo nemmno a dormire la notte.
Siamo precari da così tanto tempo che ormai ci annoia il nostro precariato. Ma ringraziando chissà chi, il nostro noioso bel posto da precario ce l’abbiamo e per andare a mantenercelo, spendiamo 400 euro al mese di abbonamento ferroviario.
Qualcuno ha accettato la cattedra a Roma, pur essendo della provincia di Napoli, perché Trenitalia gli ha assicurato un treno che lo faccia arrivare in orario a scuola. Il costo è elevato ma è l’unico modo che abbiamo per lavorare e stare vicino la propria famiglia. Daltronde con lo stipendio di un lavoro non monotono, un secondo affitto a Roma non ce lo possiamo permettere. Non abbiamo mica una mamma ministra noi? E siamo precari da così tanto tempo che una mamma e un papà, a cui stare vicino con il lavoro, non ce l’abbiamo più.
Oggi, Trenitalia, unilateralmente e prima del normale aggiornamento degli orari, cancella quel treno che ci portava a lavoro.
Abbiamo acquistato a febbraio il io solito abbonamento da 356 euro ma l’abbiamo utilizzato solo due giorni perché la neve in Italia condiziona le ferrovie più che in Scandinavia.
Ora la neve non c’è più ma il treno è definitivamente soppresso. Sarà il freddo, sarà la recessione arrivata anche ai piani alti di trenitalia che evidentemente, ormai il motivo è spudoratamente quello, deve risparmiare per pagare gli stipendi dei ferrovieri, da quello milionario degli amministratori delegati a quello normale del normale ferroviere.
Allora la neve non è una maledizione per Trenitalia bensì una manna.
L’eurostar AV delle 06.10 da Napoli è rimasto sommerso sotto la neve. La stessa sorte è toccata all’eurostar AV delle 06.02 da Salerno che per avverse condizioni metereologiche, adesso nasce a Napoli con la buona page di tutti i salernitani che hanno acquistato l’abbonamento AV Salerno-Roma e adesso debbono pagarsi la tratta Salerno-Napoli per cavoli loro. E non se ne capisce il motivo. La neve sulla tratta Salerno-Napoli non c’è mai stata. Stessa sorte l’eurostar delle 07.20 da Napoli. Causa neve, che non c’è mai stata, nasce a Roma destinazione Venezia.
Tutto questo abuso meschino da parte di Trenitalia, che spreme fino all’ultimo il limone del monopolio, va come sempre, a creare grossi e ulteriori disagi economici ai soliti che utilizzano quotidianamente il treno per lavoro con una ovvia ripercussione anche sul lavoro per questioni di orario e di quotidiani ritardi.
Ma noi continuiamo a lamentarci, proprio noi che abbiamo la grande fortuna di non annoiarci, mentre il paese è in recessione.
Non temete voi politici e tecnici da 4 soldi, continuate pure ad insultarci perché finché il latte per i nostri figli riusciamo a comprarlo, la nostra primavera può attendere.
Noi non ci annoiamo e non avremo nulla da perdere quando avremo perso anche la pazienza.
Distinti saluti
un pendolare.
Destinatari dell’email:
Redazione ANSA Napoli
Redazione de’ La Repubblica
Lettere a La Repubblica
La Repubblica On line
Redazione Napoli de’ La Repubblica
Lettere L’Unità
Redazione de l’Unità
Cronaca de’ Il Mattino
Redazione Salerno Il Mattino
Direttore de’ Il giornale
Redazione Salerno Notizie
Redazione Salerno Provincia
Redazione cronaca La città di Salerno
Leggo Posta
Valerio Staffelli
Redazione Leggo Napoli
Emanuele Falcetti “Istruzioni per l’uso” (Radio uno)
Redazione TGR Campania
Gabibbo
Ballarò
Indignato Speciale
Pres. CODACONS Carlo Rienzi
Pres. Antitrust Giovanni Pitruzzella