Sono passati cinque minuti. Cinque giri della lancetta che a volte neanche compare negli orologi.
Cinque miseri minuti dopo l’annuncio del pareggio del bilancio e Moretti ha subito partorito la fantastica idea di un bach-up facility.
Beh grazie a Moretti ho imparato un’altra cosa. Non mi ci faccio un... nulla con questo accrescimento della mia conoscenza, assolutamente nulla visto che il back up facility è letteralmente un piacere che le banche fanno alle imprese per dare a queste maggiore “access facility” al mercato finanziario.
Detta in termini terra terra, se non ho capito male, il back-up facility è: “datemi due miliardi e mezzo di euro ché devo comprarci un po’ di azioni”. Ho capito male?
Il buco finalmente è stato coperto. Le casse di Trenitalia trovano finalmente pace. Sono le dichiarazioni di Mauro Moretti, il messia giunto in treno, il sindacalista buono (quando era sindacalista forse), l'Amministratore Delegato delle finanze dei pendolari, il salvatore della rotaia, l'inventore dell'Alta Velocità invidiata dai Giapponesi, il banditore dei treni che possono andare a 400 all'ora ma andranno a 350 su binari progettati per treni a 300 all'ora. Chiaro no? No! Non è chiaro! Infatti!
Se a Elio Catania, che il buco lo ha scavato, gli hanno dato 9 milioni di euro di buona uscita, e sfido chiunque a chiamarla "cattiva uscita" a 'sti prezzi, quanto buona sarà l'uscita di Mauro Moretti? Non immaginiamolo nemmeno.
Ma non prendiamocela sempre con Moretti, del resto è il suo lavoro dissanguare i pendolari. La sua gavetta è stata mascherarsi da operaio per un po' per approdare ad una sedia a 6 zeri. I signori a 6 o 7 zeri purtroppo,
Ormai sta ai pendolari come Babbo Natale ai bambini.
Papà quando arriva Natale? E ci manca ancora tanto a papà. Ma quanto? 6 mesi! Ma quest'anno me lo compri il regalo papà? Beh non lo so ancora. Ma perché aumentano di nuovo i treni? No, i treni non aumentano, so' sempre gli stessi, so' le tariffe che aumentano. Stavolta vengo anche io a protestare. Ma sei sicuro? Beh per ora sono solo voci. Autorevoli ma pur sempre voci.
Entro la fine dell'anno dicono le voci. Anche prima di dicembre, in corrispondenza del rituale cambio di orario.
I tagli ci sono per tutti e ci sono anche per l'azienda che sciaguratamente gestisce il servizio monopolista del sistema ferroviario italiano: Trenitalia.
Dei 1748 milioni di euro previsti infatti, ne arriveranno solo 1181. Da qualche tasca dovrà pure uscire quella parte del finanziamento che il governo ha tagliato e come al solito, dopo un difficile studio, è venuto fuori il destinatario della mazzata: il lavoratore dipendente, il pendolare.
I mille treni promessi sono stati congelati, infatti per il primo anno di utilizzo non avranno bisogno dell'impianto di condizionamento.
Blocco degli stipendi ma sblocco a gogo di tutte le tariffe, dagli ortaggi al treno.
Di qualsiasi entità sarà il prossimo aumento, per molti sarà insostenibile, insopportabile.
Siccome le voci dicono che gli aumenti potranno arrivare prima di dicembre, è facile immaginare quando si abbatterà sui pendolari. Azzardiamo: agosto? E già, rompiballe in ferie e al ritorno la sorpresa.
Incapaci di reagire, come abbiamo sempre dimostrato di essere, il mese di agosto è perfetto per la sorpresa invece di metterlo sotto l'albero di Natale.
Avremmo dovuto lottare per evitarne in passato. Avremmo dovuto lottare per una riduzione del prezzo attuale, adesso siamo alla mercé del cavalier Moretti.
Saremo in grado di sembrare uniti? Ai posteri l'ardua sentenza.
Siamo a cavallo. Ci siamo sopra o ci siamo sotto non si sa ma il cavallo c’entra eccome.
Basti pensare che il nostro caro (poco) amico (meno) arrogante (molto) antipatico (di più) Mauro Moretti, oltre ad essere stato riconfermato Amministratore delegato Di Ferrovie dello Stato, è stato appena nominato niente pocodimenoche “Cavaliere del Lavoro”. Ed ecco che c’entra il cavallo.
Siamo a cavallo? A me onestamente viene in mente tutt’altro tipo di animale pensandoci un po’, per esempio la pecora per cui più che dire “siamo a cavallo”, immaginate un po’ voi cosa mi verrebbe da dire adesso?
E già! Se per tutte le cazzate che ha fatto finora il disastro Moretti per i pendolari italiani, vedendosi riconfermato alla guida della stalla Trenitalia, il cavaliere si sentirà più che mai istituzionalmente autorizzato a peggiorare ancor di più la nostra condizione.
Però gli si deve dare atto che ha coperto un buco enorme lasciatogli in eredità dai suoi predecessori, che con i soldi dei contribuenti, i nostri soldi, avevano lasciato milioni e milioni di debito nell’azienda, rischiando di bissare Alitalia.
Per la grande capacità di “fottersi” i nostri soldi, il suo predecessore (Elio Catania), ricevette una liquidazione di circa 7 milioni di euro, ma il sindacalista dal faccione impertinente, è riuscito a coprire quel buco allargando il buco… di milioni di pendolari.
Hanno speso male i nostri soldi e con i nostri soldi ci hanno messo una pezza.


