Ormai sta ai pendolari come Babbo Natale ai bambini.
Papà quando arriva Natale? E ci manca ancora tanto a papà. Ma quanto? 6 mesi! Ma quest'anno me lo compri il regalo papà? Beh non lo so ancora. Ma perché aumentano di nuovo i treni? No, i treni non aumentano, so' sempre gli stessi, so' le tariffe che aumentano. Stavolta vengo anche io a protestare. Ma sei sicuro? Beh per ora sono solo voci. Autorevoli ma pur sempre voci.
Entro la fine dell'anno dicono le voci. Anche prima di dicembre, in corrispondenza del rituale cambio di orario.
I tagli ci sono per tutti e ci sono anche per l'azienda che sciaguratamente gestisce il servizio monopolista del sistema ferroviario italiano: Trenitalia.
Dei 1748 milioni di euro previsti infatti, ne arriveranno solo 1181. Da qualche tasca dovrà pure uscire quella parte del finanziamento che il governo ha tagliato e come al solito, dopo un difficile studio, è venuto fuori il destinatario della mazzata: il lavoratore dipendente, il pendolare.
I mille treni promessi sono stati congelati, infatti per il primo anno di utilizzo non avranno bisogno dell'impianto di condizionamento.
Blocco degli stipendi ma sblocco a gogo di tutte le tariffe, dagli ortaggi al treno.
Di qualsiasi entità sarà il prossimo aumento, per molti sarà insostenibile, insopportabile.
Siccome le voci dicono che gli aumenti potranno arrivare prima di dicembre, è facile immaginare quando si abbatterà sui pendolari. Azzardiamo: agosto? E già, rompiballe in ferie e al ritorno la sorpresa.
Incapaci di reagire, come abbiamo sempre dimostrato di essere, il mese di agosto è perfetto per la sorpresa invece di metterlo sotto l'albero di Natale.
Avremmo dovuto lottare per evitarne in passato. Avremmo dovuto lottare per una riduzione del prezzo attuale, adesso siamo alla mercé del cavalier Moretti.
Saremo in grado di sembrare uniti? Ai posteri l'ardua sentenza.
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