Trenit… alias
Di solito il giornale lo compro. Mi piace leggere le notizie esposte nel modo che preferisco. È vero, i giornalisti sono “abbastanza” manipolati dagli sponsor per cui non sempre le notizie corrispondono ai fatti per cui tanto vale farsele raccontare come si preferisce. Tuttavia qualche giorno fa, la fretta mi ha impedito di spendere il quasi quotidiano euro e venti centesimi per il mio quotidiano preferito.
Alla stazione della MetRo ho preso uno di quei quotidiano gratuiti: Metro.
E sfoglia sfoglia, e gira gira, lo sguardo inciampa sulla pagina “Gli amici del treno”. La pagina che settimanalmente Trenitalia, alias Ferroviedellostato, alias Ferrovie dello stato Italiane acquista sul suddetto quotidiano.
Con tutto il ribrezzo e il motivatissimo disprezzo che provo per l’azienda Trenitalias, qualunque sia la sua ragione sociale, di irragionevole concepimento, non ho potuto fare a meno di buttare il mio occhio miope sul titolo “FS Italiane vince l’Oscar per il bilancio”.
È vero, la pagina è pagata con bei soldoni degli ignari clienti alias vittime Trenitaliane, per cui per un giornale che vive di sola pubblicità (distribuzione gratuita) certe occasioni non vanno assolutamente perse, anche a costo di dover pubblicare delle notizie false o non propriamente vere.
Comunque ho deciso di leggere il trafiletto.
“FS Italiane ha vinto l’edizione 2011 dell’oscar del bilancio. Riconoscimento che certifica la qualità delle aziende profit e no profit. Una ricchezza che costituisce la base sulla quale fondare il rilancio del paese patrocinato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il premio è riservato alle azienda non quotate. Trenitalias infatti, è una SPA ma non quotata. Vale a dire che non deve dimostrare niente a nessuno. Le SPA non quotate infatti, per la mia poca conoscenza in materia, non debbono rendere pubblici i loro bilanci. Mi vengano in supporto gli esperti per favore.
È un’azienda costruita letteralmente con i soldi prelevati dalle nostre tasche, e poi privatizzata. O meglio, trasformata in SPA giusto per poter far credere agli italiani “Amici del Treno” che è un’azienda privata ma l’unico azionista è ancora una volta lo Stato: noi!
Il presidente ormai si sa, è vecchio, ha quasi 90 anni e viaggia spesso in treno. In Frecciarossa. Ovviamente lui il biglietto non lo paga, ci mancherebbe, ma dovrebbe sapere il motivo di cotanta grazia nelle casse Trenitaliane. Eppure non è difficile. Eccheccavolo…
Ma bisogna davvero fuggire via da questo paese sull’orlo dell’autodistruzione? I parlamentari più pagati al mondo che si lamentano dei loro bassi compensi. L’arruolamento di un tecnico al governo per scoprire che per salvare l’Italia dalla crisi basta aumentare l’IVA, le sigarette, la benzina, rimettere l’ICI e alzare l’età pensionabile. Un’azienda totalmente (ma proprio totalmente) finanziata da contributi pubblici che all’improvviso comincia a privatizzare i profitti (e solo i profitti) e poi viene premiata con l’Oscar per il bilancio.
Ma insomma, ma cosa bisogna fare in Italia per poter dire di una persona criminale che è un criminale? Che un coglione è un coglione? Che un idiota è un idiota? Ma cosa bisogna fare in Italia per essere cacciato a calci in culo se usi per motivi personali la carta di credito aziendale? Ma cosa bisogna fare in Italia per non essere presidente del Consiglio se paghi le minorenni per portartele a letto? Ma cosa bisogna fare in Italia per non mandare le Frecce Tricolore al funerale di un evasore che ha portato in America 150 milioni di euro guadagnati in Italia? Ma cosa bisogna fare in Italia per evitare che il parente di un camorrista sia Senatore della Repubblica? Ma cosa bisogna fare in Italia per evitare che anche un mafioso condannato sia ancora senatore della Repubblica? E rimanendo all’oscar per il bilancio, cosa bisogna fare per riprenderci la TAV che noi abbiamo pagato e adesso qualcun altro ne sta godendo i frutti?
Il margine di guadagno che l’Alta Velocità produce è inimmaginabile. Così esageratamente alto che in soli 5 anni è riuscito a risanare un’azienda sull’orlo del fallimento ancora peggio dell’Alitalia ma a nessuno è venuto in mente di chiedersi e di chiedere come mai le tariffe sono ancora così esageratamente alte e in continuo aumento.
Si può ancora cambiare l’Italia o è già più facile cambiare nazione?

