Tu chiamale se vuoi… dannazioni
Quando c’è sciopero c’è sciopero. Se non c’è un disagio lo sciopero non serve. Deve creare un disservizio altrimenti non ha senso d’esistere.
Se non ce lo creano gli scioperanti, c’è sempre qualcuno che non perde l’occasione per fare il… cocché fa rima “occasione”?
Stamattina a Napoli ci hanno pensato i soliti ambulanti. Delinquenti incalliti, piccoli, talvolta anche d’età, guappetti che fanno della loro fedina penale un’arma contro chi sale in treno per recarsi a lavoro e concedere ad altrettanto delinquenti, di stuprare il proprio stipendio con esazioni legalmente fuorilegge, come i 356 euro mensili di abbonamento ferroviario.
Allora il treno accumula, prima ancora di partire, i primi 10 minuti di ritardo. Del resto è ormai più che nota l’inettitudine, del personale Trenitalia e della POLFER, nel riuscire a tamponare il fenomeno dei cosiddetti portoghesi. Sono molto più capaci ad intimorire e minacciare onesti viaggiatori la cui fedina penale non ha nulla da raccontare. E fanno ridere i cordoni inutili in testa al binario visto che quell’accesso al treno è utilizzato solo dai regolari possessori di titolo di viaggio… i disonesti fanno il giro del treno ed entrano dalla coda. Ma lasciamo stare questi tecnicismi pratici a cui il personale Trenitalia è poco affine. I portoghesi in treno ci sono sempre e comunque e le minacce a bordo treno hanno una efficacia considerevole anche nei confronti di POLFER e Trenitalia.
Il punto è che alle 7.20 il nostro treno era ancora fermo in banchina e l’unico annuncio arrivato, “abbiamo avuto un problema il treno partirà con il ritardo”, qualcuno dovrebbe spiegare loro la differenza tra un articolo determinativo ed uno indeterminativo, non è servito ad informare i passeggeri diretti a Roma, in possesso di abbonamento e che avrebbero trovato lo sciopero della Met.Ro. alle 8.30, che potevano utilizzare il treno al binario accanto, in partenza proprio alle 7.20. Ovviamente il treno delle 7.20 è partito in perfetto orario mentre il nostro, si fa per dire, ha continuato la sua sosta sul binario per altri 10 minuti.
Gran parte dei pendolari, presi dal panico, hanno abbandonato il treno con il ritardo per riversarsi sul treno successivo che sarebbe partito 15 minuti più tardi. Decisione leggermente opinabile ma vista la circostanza…
Quando una giornata comincia male, forse finisce peggio… speriamo bene.
