A fare gli struzzi ci si rimette il culo

Wi Fi Frecciarozza

Wi Fi Frecciarozza

Wi Fi Frecciarozza

Ero in Metro a Roma. Tra le fermate di Termini e Repubblica (tra le più profonde della linea metropolitana di Roma). Come al solito ero distratto dalle mille facce che solitamente mi circondano la mattina in Metro. Mentre immaginavo che tipo di lavoro potessero fare tutte le mille facce, sento uno squillo del cellulare.

Il cellulare nella metro è come il sesso per un prete… no scusate… metafora errata. È come l’onestà del politico… uhm… no, non ci sono ancora. Beh, si è capito, non sono bravo con le metafore.

Comunque il cellulare nella Metro, a Roma, è un corpo estraneo. Un qualcosa che non viene anagrafato nel cervello tra gli oggetti utili durante il tragitto. Un accessorio insignificante se non fosse per quelli di ultima generazione che permettono di tumefare il cervello con i giochini e giochetti.

Estraneo, dunque, insignificante e inutile, perlomeno fino a qualche giorno fa. Quando appunto, quel suono alieno ha interrotto le mie mansioni di recruitment.

Caspita! È poprio il cellulare. Incredibile. 5 tacche. Segnale a palla. L’entusiasmo è balzato immediatamente a mille per ricadere repentinamente più in basso di prima al solo pensiero di non poter più utilizzare la scusa della Metro per tenere spento il cellulare.

E via con le email… facebook. Wap, gps, gprs, mms, sms, bot e cct e chi più ne ha più ne metta.

Non ho potuto fare a meno di paragonare il nuovo servizio di Met.Ro Spa, a quello più rinomato e famoso di Trenitalia Spa, dove solo per il fatto di pubblicizzarla, la rete wi-fi Frecciarozza, contribuisce sensibilmente alla lievitazione del prezzo.

È ovvio, “a bordo dei treni Frecciarozza, è presente una rete wi-fi per poter essere sempre connessi durante tutto il vostro viaggio”: la balla è servita.

Provate a fare una ricerca su google: per ottenere una risposta, fate prima a prenotare un volo per Mountain View, in California, e presentare a mano l’istanza della vostra richiesta a Larry Page.

La Wi-Fi Frecciarozza è lenta… è così lenta… ma è così lenta che se inviate una mail durante un viaggio in treno, il messaggio arriva a destinazione in una bottiglia 12 anni dopo. La Wi-Fi Frecciarozza è lenta… è così lenta… ma è così lenta che se volete scaricare un immagine del vostro divo preferito, mentre aspettate il download, arrivate a destinazione e lo trovate in persona ad aspettarvi per farsi fare la foto. La Wi-Fi Frecciarozza è lenta… è così lenta… ma è così lenta che i treni sembrano aspettare che voi finiate il vostro lavoro per arrivare a destinazione.

La Wi-Fi Frecciarozza è lenta… è così lenta… ma è così lenta che quando riesci a connetterti il tuo dispositivo è già obsoleto.

Però è gratis… adesso. Allora facciamo un po’ di giochi di parole: l’unica cosa gratis di Trenitalia, non funziona. L’unica cosa che funziona invece è… domanda di riserva?

 

Antonio Trani

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