La piramide di Maslow
Napoli è una città difficile. Accidenti di questi periodi poi, non poter assicurare un panettone al proprio figlio o il regalino che ha chiesto a Babbo Natale è davvero avvilente. C’è da capirlo.
Ma qui a Napoli ci si arrangia. Si studiano mille modi per raccimolare un po’ di spiccioli e soddisfare anche le più strane esuberanze.
Certo la vita è fatta di priorità per cui c’è da trovare i soldi per le cose più importanti, tipo, la parabola Sky o la Smart di Mediaset Premium, altrimenti la partita del Napoli non la si può vedere. Poi c’è la bolletta, non quella del gas o della luce, quella può anche aspettare, la bolletta è la schedina al calciosommesse, poi le sigarette, poi il corriere dello sport, poi la spesa da mangiare e via dicendo.
Allora per trovare le finanze per soddisfare tutte queste esigenze, indiscutibilmente primarie, ci si “arrangia”, del resto la cosiddetta “arte di arrangiarsi” è stata inventata qui… a Napoli.
Come si può biasimarli questi pezzentucci da 4 soldi. Pezzenti con una fantasia e voglia di lavorare da restarne affascinati.
Che so… mi vengono in mente alcune delle genialità di questi vermiciattoli. Lasciamo stare il parcheggio, i parcheggiatori e la leggenda metropolitana che ormai ci gira attorno… storia antica. Vendere la fila alla posta però non mi era mai capitato di vedere.
Il genio di turno, stacca dalla apposita macchinetta, una gran quantità di numerelli per poi rivenderli all’esterno dell’ufficio postale per 50 centesimi di euro in modo da consentire ai freschi arrivati, di saltare la fila e le persone oneste che si sono rifiutate di comprare dal verme un numerello.
Tutto questo può sembrare un “off topic” dal discorso dei pendolari, se non fosse per un gruppetto di accattoncelli da strada che ieri (8 dicembre), nella stazione di Napoli Centrale, con un banchetto e un portatile, facevano firmare una petizione a favore dei pendolari, richiedendo contestualmente un contributo da 1 a 5 euro.
La petizione è la stessa promossa dal sito ilpendolare.com, ed è la stessa che il sottoscritto ha consigliato di sottoscrivere in una newsletter.
Mi sono accorto però, che anche questa petizione, non ha alcun valore giuridico, principalmente perché il modulo on-line per sottoscriverla, non effettua alcun controllo su sottoscrizioni multiple (utenti che firmano più volte). Il modulo cartaceo che il sito in oggetto invita a scaricare e far firmare inoltre, non presenta il campo relativo ad un numero di documento del firmatario.
Sembriamo l’armata Brancaleone e il cosiddetto coordinamento dei pendolari nazionali ha ulteriormente creato disordine anche nelle singole organizzazioni.
Ma torniamo ai pezzenti della stazione di Napoli Centrale.
Sul modulo cartaceo che i furbetti invitavano a sottoscrivere, erano riportati 3 nominativi, rappresentanti di altrettante associazioni/comitati di pendolari: Antonio Trani, Sara d’Ambrosio e Giorgio Daho.
Nonostante disorganizzata e senza alcun valore giuridico, la petizione sottoscritta dal sito patto.ilpendolare.com non richiedeva alcun contributo volontario in denaro e il sottoscritto non era nemmeno a conoscenza di tali moduli per cui i soggetti che ieri chiedevano di firmare la petizione erano semplici ladruncoli di strada più incapaci delle simpatiche canaglie.
Un’altra prova di questo, è il fatto che la sottoscrizione è stata organizzata in un giorno festivo in cui i pendolari sono ben lieti di non frequentare la stazione Centrale.
La POLFER, quella incapace di Napoli, quella che fa la voce grossa con i piccoli, si è guardata bene dall’impedire una raccolta firme illegale a prescindere. Non si può prendere un banchetto e mettersi a raccogliere firme e soldi senza una regolare autorizzazione all’interno di una stazione.
Ma conosciamo bene la POLFER di Napoli. Agenti da fumetti alla Dylan Dog, cagasotti incapaci relegati in una stazione per manifeste incapacità dialettico-operative, al soldo del padrone Trenitalia anche quando le circostanze richiederebbero il contrario.
Non penso che noi pendolari ci troveremo davanti questi delinquentelli visto che hanno anche la vigliaccheria di andare in stazione quando questa non è frequentata da pendolari (in giorni festivi) ma guardatevi bene dal firmare una petizione che oltre a non avere alcun valore giuridico, invita a versare un contributo in denaro.
C’è sempre da meravigliarsi della stupidità della gente.
