A fare gli struzzi ci si rimette il culo

Parlamentari in cerca di fama

Il crack di TrenitaliaParlamentari in cerca di fama. Ma per fortuna ogni tanto capitano in treno. Si fanno portavoce dei disagi che milioni di passeggeri affrontano quasi quotidianamente solo quando sono vittime anche loro delle disavventure che Trenitalia vende a caro prezzo ai suoi clienti.

Stavolta è toccato all’onorevole Pionati e alla un po’ meno nota, sconosciuta direi, Alessia Amore, responsabile PDL alle prime armi nel mondo politico e proveniente dal movimento del PDL “Giovane Italia” (povero Mazzini).

Sono stati testimoni oculari del viaggio della speranza. La speranza che finisse meno tardi possibile, e invece, hanno impiegato 6 piccole ore, per andare da Roma a Napoli.

Allora dai comodi sedili della prima classe, hanno ghiottamente approfittato del ritardo madornale. Del resto la fortuna di un politico si costruisce proprio sulle disgrazie degli elettori. Eccoli quindi, a criticare un paese che si definisce civile ma che in effetti civilissimo non è. Ci mettono la faccia oggi, e domani si dimenticano degli altri mille compagni di sventura.

Più di 1100 per l’esattezza, i disgraziati che venerdì scorso sono letteralmente rimasti intrappolati nell’Eurostar AV 9511 da Milano a Napoli. Appena ripartito puntuale da Roma Termini, alle 14.00, il ciuf ciuf si è fermato per la “consueta” escursione in campagna. Dopo circa 15 minuti, l’annuncio del capotreno: siamo fermi. Tanto ci sarà voluto per capire il concetto della cinetica, molto di più invece, per comprendere quale potesse essere la causa dell’arresto.

A nulla sono serviti i manuali prontamente interrogati dai ferrovieri, senza alcun esito, che però quando si ratta di comminare sanzioni in treno sembrano ben istruiti. La dimostrazione di incompetenza più eclatante però, è arrivata un paio d’ore dopo, quando da Roma, giunge un locomotore diesel incaricato di trainare il treno guasto che però presentava una incompatibilità nei ganci di traino.

I pendolari qui chiedono la prima testa. Come si fa a spedire al macello un macchinista con un locomotore dal gancio di traino incompatibile? Nessuno ripagherà le vittime di questo primo disagio. Ma Trenitalia si sa, è già solita infischiarsene delle sue vittime. Intanto, mentre a bordo treno si comincia a perdere la pazienza, quelli che ancora ce l’avevano prima di salire, sui binari accanto sfrecciano (si fa per dire) frecce rosse una dietro l’altra senza che a nessuno venga in mente di organizzare un trasbordo dei passeggeri.

Morale della favola: arrivo a Napoli con 5 ore di ritardo, 2 politici che hanno cavalcato il guasto del treno per scopi personali e che hanno già dimenticato l’accaduto, un ennesimo locomotore vecchio (come tutti gli altri), mal manutenuto e adesso rotto, migliaia di passeggeri statalmente truffati e Moretti ancora e di nuovo amministratore delegato di questa azienda che sembra prendere sempre più le sue orribili sembianze.

Vergogna!

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