L’assessore che vorrei
E se avesse ragione Bossi? E se davvero dovremmo essere tagliati fuori dall’Italia? Certo è che quello che accade qui non accade in altre regioni geograficamente situate un po’ più a nord della nostra. Forse sarebbe corretto dire che quello che NON accade qui, in altre regioni fortunatamente accade.
Dopo l’esperienza Cascetta, fortunatamente terminata, a dire dei pendolari campani, è cominciata l’era di Sergio Vetrella. La speranza dei pendolari campani è l’incubo del baratro della cultura, già troppo martoriata dalla ministra addetta ai lavori in persona.
La speranza è quella di non essere caduti da un docente universitario ad un altro. Ma diamo tempo al nuovo responsabile ai trasporti della regione Campania di insediarsi, di studiare la complicata situazione dei trasporti campani e di predisporre le mosse per arginare lo stato di degrado in cui si trovano tutti i pendolari campani.
Esempi pratici di come dovrebbe comportarsi un rappresentante del popolo ce ne sono, proprio dalle regioni del nord. Uno a caso, l’assessore ai trasporti liguri, Enrico Vesco, che per primo ha sottoscritto un esposto, l’ennesimo, contro Trenitalia, per il grave disagio sopportato (male) dai pendolari suoi corregionali. Dopo l’ennesimo atto di vera e propria depauperazione dell’Intercity 504, Livorno-La spezia-Genova-Torino, non ha potuto fare a meno di toccare con mano l’incompetenza e la strafottenza di Trenitalia nei confronti dei pendolari. La riduzione delle carrozze infatti, quotidianamente rende il viaggio assolutamente stressante, nonostante la meraviglia offerta dal paesaggio, deturpato forse, proprio da quella striscia grigia dei binari della ferrovia, che separa, in alcuni punti, il fantastico mare delle 5 Terre dai monti che si rispecchiano nell’acqua marina.
Certo i nostri Intercity non tagliano in 2 la costiera Amalfitana, ne tantomeno deturpano il parco nazionale del Vesuvio, a quello ci pensano le discariche istituzionali di spazzatura, ma la situazione è pressoché identica. La sola differenza tra le due contingenze, sta proprio nella reazione dei politici. Gli uni pronti a schierarsi sempre al fianco dei pendolari, gli altri, sempre pronti a non schierarsi affatto, come è accaduto finora. Chi sono gli uni e chi sono gli altri, a voi la difficile scelta. L’unico politico che abbia mai appoggiato i pendolari campani, è stato il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, che, seppur fuori dalle sue competenze istituzionali, non le ha mandate a dire a Moretti.
I pendolari campani sono stanchi. Sono così stanchi dei continui aumenti tariffari, sono così stanchi dello schifo in cui si trovano i nostri Intercity, che ormai non protestano neanche più. Sono così rassegnati che hanno modificato il loro standard di civiltà. Hanno assunto come canone di pulizia, la puzza di piscio che si sente nei treni Intercity, tanto dura solo 5 minuti, poi l’assuefazione olfattiva che è propria del corpo umano prende il sopravvento e ci si addormenta, forse anche perché stonati dall’odore nauseabondo delle carrozze.
Diamo ancora un po’ di tempo al nuovo assessore ai trasporti della Campania di dimostrare che si può scendere in campo al fianco dei pendolari, come non ha mai fatto il suo predecessore. Diamogli ancora un po’ di tempo prima di cominciare a dissociarsi anche dal suo modus operandi. I pendolari campani ormai di tempo ne hanno davvero poco prima del nuovo aumento già troppe volte minacciato e sperano che quel poco tempo venga speso nel modo corretto da chi deve spendere il tempo dei contribuenti nel modo migliore.
