A fare gli struzzi ci si rimette il culo

Mi manda Rai 3

banconoteLo spot è servito!

Dopo la trasmissione televisiva andata in onda venerdì 18 dicembre, le speranze dei pendolari si affievoliscono ancora di più. Abbiamo atteso l’evento in fiduciosa trepidazione ma abbiamo dovuto somatizzare la delusione di aver assistito all’ennesimo spot televisivo e gratuito a favore di Trenitalia.

Ancora non siamo riusciti a darci una spiegazione plausibile all’unico ospite in studio, Sandro Mangiaterra, esperto di monopòli.

Come al solito i veri problemi dei pendolari non sono stati per niente toccati. Nemmeno l’uso spregiudicato del monopolio di fatto che Trenitalia esercita in Italia è stato affrontato nel modo giusto e quindi la Moretti SPA, come detto dal presidente dei pendolari Piacenza-Milano, Ettore Fittavolini, continua a fare il bello e il cattivo gioco ai danni di tutti i passeggeri.

Non sono stati affrontati i veri problemi dei pendolari e i treni continueranno ad essere quel disastro che tutti conosciamo.

Il costo dei servizi offerti è sempre più alto e la gestione degli orari ha come unico scopo il profitto.

Trenitalia ha deciso la sua policy aziendale quindi, dichiarando pubblicamente, con azioni incommentabili, che l’unico vero interesse è l’Alta Velocità, il servizio cioè, che porta maggiori introiti nelle casse della società. Ma anche la gestione di questa, non soddisfa le vere esigenze dei pendolari, sia sotto il profilo economico, ne tantomeno dal punto di vista degli orari.

I pendolari della tratta Napoli-Roma e viceversa, intanto, da gennaio vedranno lievitare ulteriormente il costo dell’abbonamento fino a 345 euro, poco meno di un terzo dello stipendio medio che invece continua ad essere sempre lo tesso.

Fino a quando a discutere di questi problemi saranno politici e amministratori delegati dallo stipendio milionario, la situazione resterà inevitabilmente immutata.

Prendendo in considerazione lo stipendio di Maurettix, solo se questi pagasse una cifra pari a 62000 euro circa al mese di viaggio potrebbe comprendere il disagio di ognuno di noi.

62292 euro al mese è la somma che pagherebbe l’amministratore delegato di Trenitalia per un abbonamento TAV se si rapporasse il suo stipendio al nostro.

Bello fare i conti con le tasche altrui vero Maurettix?

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