Ma più si va avanti e più si perde il senso della misura, della decenza e purtroppo, dell’intelligenza.
C’è chi la usa per buoni propositi, chi la usa per fini meno decorosi e chi non la usa affatto. Ed è un vero peccato per questi ultimi perché stando a ciò che i libri ci insegnano, proprio l’intelligenza sembra essere quel piccolissimo particolare che ci distingue dalle bestie, insegnamento che spesso cozza contro l’evidenza purtroppo.
L’attributo che ci permettere di scindere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il cattivo dal buono. Ci permette di essere buoni o cattivi a nostra scelta. Non è detto che il cattivo non sia intelligente anzi, spesso, nella cattiveria si insidia la più acuta intelligenza.
Per far male al prossimo o si è brutalmente dementi o si è squisitamente intelligenti.
A volte tuttavia, assistiamo a delle manifestazioni apparentemente prive di qualsiasi fondamento derivante dall’utilizzo del cervello. Cose che ci lasciano sbalorditi. Senza parole. Esterrefatti. O semplicemente fatti!









